Consegna tra: 24/02/2026 - 28/02/2026

Il prezzo originale era: 16,00 €.Il prezzo attuale è: 15,20 €.

20 disponibili

Rinascimento perduto. La letteratura italiana sotto gli occhi dei censori (secoli XV-XVII) – Gigliola Fragnito – Libro – Il Mulino

EAN:9788815299512

Descrizione:

«Una brillante sintesi dei meccanismi attraverso cui la chiesa cattolica esercitava il suo potere sui fedeli» Nuccio Ordine Per quanto gli indici romani dei libri proibiti del Cinquecento registrino un numero esiguo di autori e di opere letterarie, gli interventi sulla letteratura di svago furono molto ampi. Pareva ai censori che gran parte delle opere dei più diversi generi – dalla novellistica, al romanzo cavalleresco, al poema biblico, alla satira – fosse caratterizzata da anticlericalismo, o lascivia e oscenità, o commistione tra sacro e profano, tra pagano e cristiano. Il libro ricostruisce i meccanismi che portarono alla distruzione di un vastissimo patrimonio culturale, alla manipolazione di opere attraverso l’espurgazione, a profonde trasformazioni di interi generi letterari, ma anche alla prassi sempre più diffusa tra gli autori dell’autocensura. Se lo scopo di quest’azione repressiva era la moralizzazione dei fedeli, non vi è dubbio che, unita alla rimozione della Sacra Scrittura e dei libri di contenuto biblico in volgare, alla liturgia e alla recita delle preghiere in latino, essa consentì alla Chiesa di esercitare più facilmente il suo potere sulle menti e sulle coscienze riducendo i fedeli allo stato di «minorenni perpetui».

20 disponibili

Consegna tra: 24/02/2026 - 28/02/2026

Informazioni aggiuntive

Titolo

Rinascimento perduto. La letteratura italiana sotto gli occhi dei censori (secoli XV-XVII)

Autore

Editore

Collana

Pubblicato il

2022 09 02

Formato

Tascabile

Pagine

328

Lingua

Altezza mm

216

Larghezza mm

137

Spessore mm

20

Peso gr

300

Rinascimento perduto. La letteratura italiana sotto gli occhi dei censori (secoli XV-XVII) – Gigliola Fragnito – Libro – Il Mulino

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«Una brillante sintesi dei meccanismi attraverso cui la chiesa cattolica esercitava il suo potere sui fedeli» Nuccio Ordine Per quanto gli indici romani dei libri proibiti del Cinquecento registrino un numero esiguo di autori e di opere letterarie, gli interventi sulla letteratura di svago furono molto ampi. Pareva ai censori che gran parte delle opere dei più diversi generi – dalla novellistica, al romanzo cavalleresco, al poema biblico, alla satira – fosse caratterizzata da anticlericalismo, o lascivia e oscenità, o commistione tra sacro e profano, tra pagano e cristiano. Il libro ricostruisce i meccanismi che portarono alla distruzione di un vastissimo patrimonio culturale, alla manipolazione di opere attraverso l’espurgazione, a profonde trasformazioni di interi generi letterari, ma anche alla prassi sempre più diffusa tra gli autori dell’autocensura. Se lo scopo di quest’azione repressiva era la moralizzazione dei fedeli, non vi è dubbio che, unita alla rimozione della Sacra Scrittura e dei libri di contenuto biblico in volgare, alla liturgia e alla recita delle preghiere in latino, essa consentì alla Chiesa di esercitare più facilmente il suo potere sulle menti e sulle coscienze riducendo i fedeli allo stato di «minorenni perpetui».
EAN:9788815299512

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Rinascimento perduto. La letteratura italiana sotto gli occhi dei censori (secoli XV-XVII)

Autore

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