Consegna tra: 25/02/2026 - 02/03/2026

Il prezzo originale era: 18,00 €.Il prezzo attuale è: 17,10 €.

2 disponibili

Il sangue di Giuditta. Antisemitismo e voci ebraiche nell’Italia di metà Ottocento – Emanuele D’Antonio – Libro – Carocci

EAN:9788829003297

Descrizione:

Badia nel Polesine, 25 giugno 1855. Sparita per alcuni giorni, la giovane villica Giuditta Castilliero ricompare ferita: gli “ebrei” l’avevano rapita e salassata ma un fortunato accidente, forse un miracolo, aveva impedito la sua immolazione. La storia del tentato omicidio rituale alimentò un’ondata di sdegno nella comunità locale. I pubblici poteri, avallandola, procedettero all’arresto di un membro della fantomatica congrega, l’uomo d’affari Caliman Ravenna. Subito il caso produsse echi allarmanti nella sfera politico-istituzionale, nella società e nell’opinione pubblica del Lombardo-Veneto asburgico. I nuclei ebraici dell’area, esposti alle attenzioni ostili degli inquirenti e dei concittadini, precipitarono in una delle più gravi crisi esperite nell’età dell’emancipazione. Questo episodio, sinora trascurato a livello storiografico, diventa occasione per un’approfondita analisi dell’antisemitismo in azione e delle risposte dell’ebraismo sotto attacco nell’Italia di metà Ottocento. Il libro offre la prima ricostruzione del caso di Badia, dal suo inizio alla condanna giudiziaria della promotrice della calunnia del sangue. Il mondo ebraico non ne fu spettatore passivo, ma concorse alla sua soluzione anche all’insegna della lotta al pregiudizio.

2 disponibili

Consegna tra: 25/02/2026 - 02/03/2026

Informazioni aggiuntive

Titolo

sangue di Giuditta. Antisemitismo e voci ebraiche nell'Italia di metà Ottocento

Autore

Editore

Collana

Num. Collana

341

Pubblicato il

2020 11 26

Formato

Pagine

160

Lingua

Altezza mm

225

Larghezza mm

162

Spessore mm

14

Peso gr

240

Il sangue di Giuditta. Antisemitismo e voci ebraiche nell’Italia di metà Ottocento – Emanuele D’Antonio – Libro – Carocci

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Badia nel Polesine, 25 giugno 1855. Sparita per alcuni giorni, la giovane villica Giuditta Castilliero ricompare ferita: gli “ebrei” l’avevano rapita e salassata ma un fortunato accidente, forse un miracolo, aveva impedito la sua immolazione. La storia del tentato omicidio rituale alimentò un’ondata di sdegno nella comunità locale. I pubblici poteri, avallandola, procedettero all’arresto di un membro della fantomatica congrega, l’uomo d’affari Caliman Ravenna. Subito il caso produsse echi allarmanti nella sfera politico-istituzionale, nella società e nell’opinione pubblica del Lombardo-Veneto asburgico. I nuclei ebraici dell’area, esposti alle attenzioni ostili degli inquirenti e dei concittadini, precipitarono in una delle più gravi crisi esperite nell’età dell’emancipazione. Questo episodio, sinora trascurato a livello storiografico, diventa occasione per un’approfondita analisi dell’antisemitismo in azione e delle risposte dell’ebraismo sotto attacco nell’Italia di metà Ottocento. Il libro offre la prima ricostruzione del caso di Badia, dal suo inizio alla condanna giudiziaria della promotrice della calunnia del sangue. Il mondo ebraico non ne fu spettatore passivo, ma concorse alla sua soluzione anche all’insegna della lotta al pregiudizio.
EAN:9788829003297

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Titolo

sangue di Giuditta. Antisemitismo e voci ebraiche nell'Italia di metà Ottocento

Autore

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Collana

Num. Collana

341

Pubblicato il

2020 11 26

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Pagine

160

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Altezza mm

225

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