Il prezzo originale era: 39,00 €.Il prezzo attuale è: 37,05 €.

Esaurito

Novelliere campagnuolo – Ippolito Nievo – Libro – Marsilio

EAN:9788829721139

Descrizione:

Quando Ippolito Nievo nella primavera del 1855 si dedicò al romanzo «contadinesco» (Il Conte Pecorajo) e al racconto campagnolo il genere era praticato da oltre un decennio. Vi lavorò con originalità e nell’intento di distinguersi in primo luogo da Giulio Carcano condusse una sperimentazione vigile misurandosi con i maggiori modelli letterari, tenendo aperto il confronto con i lettori e con i periodici. Esordì su «La Lucciola» di Mantova con “La nostra famiglia di campagna”, un testo programmatico che affronta la grande questione del distacco tra le classi superiori cittadine e le plebi rurali, ostacolo al percorso di unificazione nazionale, e al tempo stesso funziona da serbatoio di temi e di strutture narrative. Nel giro di poco tempo seguirono altri racconti, alcuni divenuti celebri come “Il Varmo e i filò di Carlone, vecchio bifolco di Fossato”. Ambientati nel vasto paesaggio della pianura mantovana e in quello più vario del Friuli, preannunciano in molte pagine il Nievo maggiore, quello delle “Confessioni d’un Italiano” e di “Rivoluzione politica e rivoluzione nazionale”. Lo scrittore avrebbe voluto pubblicare in volume i racconti, ma sono stati gli studiosi a riunire le sue «novelle campereccie» includendo o escludendo dal novero Le Maghe di Grado e La corsa di prova (originariamente L’uomo fa il luogo e il luogo l’uomo). Della discussione si dà conto nel saggio introduttivo dove si spiegano, tra l’altro, anche le ragioni della scelta operata per questa edizione nazionale.

Esaurito

Informazioni aggiuntive

Titolo

Novelliere campagnuolo

Autore

Editore

Collana

Pubblicato il

2024 09 06

Formato

Pagine

784

Lingua

Altezza mm

184

Larghezza mm

122

Spessore mm

54

Peso gr

605

Novelliere campagnuolo – Ippolito Nievo – Libro – Marsilio

Il prezzo originale era: 39,00 €.Il prezzo attuale è: 37,05 €.

Esaurito

Quando Ippolito Nievo nella primavera del 1855 si dedicò al romanzo «contadinesco» (Il Conte Pecorajo) e al racconto campagnolo il genere era praticato da oltre un decennio. Vi lavorò con originalità e nell’intento di distinguersi in primo luogo da Giulio Carcano condusse una sperimentazione vigile misurandosi con i maggiori modelli letterari, tenendo aperto il confronto con i lettori e con i periodici. Esordì su «La Lucciola» di Mantova con “La nostra famiglia di campagna”, un testo programmatico che affronta la grande questione del distacco tra le classi superiori cittadine e le plebi rurali, ostacolo al percorso di unificazione nazionale, e al tempo stesso funziona da serbatoio di temi e di strutture narrative. Nel giro di poco tempo seguirono altri racconti, alcuni divenuti celebri come “Il Varmo e i filò di Carlone, vecchio bifolco di Fossato”. Ambientati nel vasto paesaggio della pianura mantovana e in quello più vario del Friuli, preannunciano in molte pagine il Nievo maggiore, quello delle “Confessioni d’un Italiano” e di “Rivoluzione politica e rivoluzione nazionale”. Lo scrittore avrebbe voluto pubblicare in volume i racconti, ma sono stati gli studiosi a riunire le sue «novelle campereccie» includendo o escludendo dal novero Le Maghe di Grado e La corsa di prova (originariamente L’uomo fa il luogo e il luogo l’uomo). Della discussione si dà conto nel saggio introduttivo dove si spiegano, tra l’altro, anche le ragioni della scelta operata per questa edizione nazionale.
EAN:9788829721139

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Titolo

Novelliere campagnuolo

Autore

Editore

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Pubblicato il

2024 09 06

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Pagine

784

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Altezza mm

184

Larghezza mm

122

Spessore mm

54

Peso gr

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