Il prezzo originale era: 18,00 €.Il prezzo attuale è: 15,39 €.

Attualmente non in magazzino.

L’odio della musica – Pascal Quignard – Libro – EDT

EAN:9788859206828

Descrizione:

Il filosofo greco Teofrasto riteneva che il senso che apre più violentemente la porta alle passioni sia la percezione acustica: solo la musica è davvero lacerante per l’animo umano. Per Pascal Quignard il terrore e la musica sono inesorabilmente legati, e in un testo composto da dieci dense e poetiche riflessioni si interroga sulle relazioni che intercorrono tra musica e sofferenza sonora. Sentire è essere toccato a distanza: chi ascolta non è un interlocutore, è una preda che si consegna alla trappola. Ulisse legato all’albero della sua nave è “assalito” dalla melodia: la musica è un amo che afferra le anime e le conduce verso l’inconoscibile primigenio, verso la morte. Ma la musica, in quanto potere, si associa a qualunque altro potere: è intrinsecamente iniqua e asimmetrica. Udito e obbedienza sono intimamente legati, e il fascismo ha saputo fare dell’altoparlante il suo strumento principale per spingere l’uomo verso la distruzione. Come sentire la musica, qualsiasi musica, senza obbedirle? Come “disincantare” l’essere umano? L’espressione “odio della musica” vuole proprio indicare fino a che punto la musica può diventare detestabile per chi l’ha amata di più. Un classico su cui ogni appassionato del mondo sonoro dovrebbe fermarsi a riflettere.

Attualmente non in magazzino.

Informazioni aggiuntive

Titotlo

odio della musica

Autore

Editore

Collana

Pubblicato il

2015 09 17

Formato

Pagine

209

Lingua

Altezza mm

122

Larghezza mm

188

Spessore mm

15

Peso gr

222

L’odio della musica – Pascal Quignard – Libro – EDT

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Il filosofo greco Teofrasto riteneva che il senso che apre più violentemente la porta alle passioni sia la percezione acustica: solo la musica è davvero lacerante per l’animo umano. Per Pascal Quignard il terrore e la musica sono inesorabilmente legati, e in un testo composto da dieci dense e poetiche riflessioni si interroga sulle relazioni che intercorrono tra musica e sofferenza sonora. Sentire è essere toccato a distanza: chi ascolta non è un interlocutore, è una preda che si consegna alla trappola. Ulisse legato all’albero della sua nave è “assalito” dalla melodia: la musica è un amo che afferra le anime e le conduce verso l’inconoscibile primigenio, verso la morte. Ma la musica, in quanto potere, si associa a qualunque altro potere: è intrinsecamente iniqua e asimmetrica. Udito e obbedienza sono intimamente legati, e il fascismo ha saputo fare dell’altoparlante il suo strumento principale per spingere l’uomo verso la distruzione. Come sentire la musica, qualsiasi musica, senza obbedirle? Come “disincantare” l’essere umano? L’espressione “odio della musica” vuole proprio indicare fino a che punto la musica può diventare detestabile per chi l’ha amata di più. Un classico su cui ogni appassionato del mondo sonoro dovrebbe fermarsi a riflettere.
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2015 09 17

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209

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